Come scegliere l'agenzia immobiliare

27 giugno 2016
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27 Giugno 2016, Commenti 0

Come scegliere l’agenzia immobiliare.

come scegliere l'agenzia immobiliare - I AM cerco casa

 

L’argomento che tratteremo assieme oggi, parla di come scegliere l’agenzia immobiliare migliore per la vendita della nostra casa, una scelta che può fare (e lo fa) la differenza tra vendere e non vendere.

AGENZIE IMMOBILIARI, tutte uguali? Si, forse, anzi no.

Vediamo assieme 3 punti essenziali, su come scegliere l’agenzia immobiliare:

Innanzitutto, ci tengo a precisare, qual ora ve ne fosse bisogno, che io NON sono un’agenzia immobiliare, quindi non sto portando acqua al mio mulino e non tifo per nessuno, la mia situazione è di osservatore esterno, disinteressato, non vendo e non faccio acquisizione.

In qualità di property finder, infatti, coerentemente con la professione che mi sono scelto, finalizzo il mio raggio d’azione a favore del mio cliente, il compratore, cercando per suo conto la casa adatta alle sue esigenze, collaborando con tutti, privati, agenzie, aste, tribunali, etc. Nessuno escluso.

Fatta questa doverosa premessa, torniamo al titolo dell’articolo: Come scegliere l’agenzia immobiliare? Davvero una vale l’altra?

La risposta è una sola: NO.

Tralasciamo l’aspetto della notorietà dell’agenzia (il nome), conosciuto o meno non è assolutamente discriminante. Un’agenzia può aver aperto da poco ma lavorare bene lo stesso. L’importante è che il personale risulti capace, competente, disponibile e organizzato, con queste qualità qualsiasi agenzia potrà darti sicuramente il contributo necessario a vendere la tua casa in serenità.

Anche le dimensioni dell’agenzia non sono un parametro così rilevante, tanto meno il suo far parte a una rete di franchising, visto che comunque avremo a che fare con delle persone e con loro dovremo accordarci, discutere e magari anche scontrarci sempre all’interno di una dialettica all’insegna della correttezza, insomma con queste persone dovremo instaurare un rapporto lavorativo ed emotivo, il nome dell’agenzia non ci interessa.

Giusto per togliere ogni dubbio, come recita un noto franchising: “ogni agenzia ha un proprio titolare ed è autonoma”. Qualcosa vorrà pur dire questo slogan…

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Punto primo: è la persona che fa la differenza. E’ il feeling che si verrà a creare con l’agenzia, intesa come staff che dovrà essere il primo parametro che ci farà scegliere. Non che tu debba conoscerli tutti, ma almeno sapere all’incirca come è fatto il titolare, avere un’idea di chi è l’acquisitore (che probabilmente sarà il nostro primo contatto), e aver visto e scambiato due parole con i venditori. Considera che gli stai dando in mano la cosa più preziosa che possiedi.

Quindi, come scegliere l’agenzia immobiliare? Non esiste una regola, si tratta di una sensazione, spesso è una questione di pelle, se chi ti è difronte ti ispira fiducia e magari anche un po’ di simpatia (qualità che non guasta, anzi), passiamo al punto due, altrimenti torna al via.

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Punto secondo: ci troviamo in fase di acquisizione, quando cioè l’agenzia verrà a fare una stima GRATUITA al tuo immobile.  Se accetti un consiglio, meglio sarebbe essere un attimo preparati, non dico snocciolare tutte le cifre al mq della provincia, ma almeno avere una vaga idea di quello che c’è in vendita in zona, tralasciando i vari sentito dire o un amico mi ha detto che il vicino ha venduto…, rimaniamo su dei dati realistici. Ricordiamoci sempre, che chi comprerà la nostra casa non acquisterà i ricordi, né tantomeno gli sforzi e il sudore che abbiamo speso ed investito per realizzarla. Parliamo di soldi, nient’altro. Bene, adesso abbiamo in mente una cifra, ora che fare? Niente di particolare, è arrivato il momento di ascoltare serenamente l’acquisitore con critica attenzione. Diffidiamo da chi ipervaluta il nostro immobile, non sta facendo un buon servizio, dare false illusioni per prendere l’incarico non è corretto ma soprattutto ci farà perdere un sacco di tempo, energie e opportunità, idem dicasi per chi lo svaluta eccessivamente. Bada bene, un conto è considerare una certa trattabilità, che di norma oscilla tra il 5 e il 10%, a seconda dell’importo complessivo, altra cosa invece è dire che una casa vale 180.000 € quando invece sul mercato esistono altri immobili simili in vendita a 120.000 €, oppure valutare 100.000 € quello che può essere potenzialmente venduto a 150.000 €. Perché allora certe agenzie prendono incarichi fuori prezzo? Semplice, perché confidano di portarti delle proposte più basse e farti accettare, magari facendo leva sulla tua necessità di vendere o magari sperando di prenderti sulla stanchezza, oppure, in assoluta buona fede si sono semplicemente sbagliati, infondo nessuno è prefetto. Viceversa, chi lo ha svalutato, spera di fare una compravendita veloce, in entrambi e due i casi, il servizio dato non è corretto. La difficoltà sta proprio nel trovare il giusto compromesso né troppo né troppo poco.

La prima regola del mercato immobiliare è che più tempo rimane in vendita la casa, più si “sputtana”. Chiedo scusa per il francesismo, ma aiuta a dare l’idea.

Troniamo alla nostra stima, l’agenzia si è presa un paio di giorni di tempo per pensarci? Bene, è un buon segno, vuol dire che è conscia delle mille variabili che dovrà ponderare, degli studi che dovranno essere fatti sul target a cui proporre il proprio immobile e tutta una serie di altre valutazioni che evidentemente ritiene opportuno fare, come ad esempio informarsi se nei dintorni ci sono case all’asta che inevitabilmente modificano i valori “normali di mercato, piuttosto che studiare lo storico delle compravendite in zona.

Per concludere, una volta chiara la situazione, se tu e l’agenzia parlate la stessa lingua, andiamo al punto tre.

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Punto tre: COLLABORAZIONE, collaborazione, collaborazione. Non ricordo, ho detto COLLABORAZIONE……..?

Facciamo questa semplice domanda: “mi perdoni gentile agente, ma mi assicura che collaborate con anche tutti gli altri vostri colleghi, anche di altre agenzie? Mi spiego meglio, se un’altra agenzia, dovesse avere un cliente interessato alla mia casa, mi conferma che permetterete al collega di fargliela vedere? Sa, non vorrei perdermi delle occasioni, soprattutto adesso che sul mercato c’è un ampissima scelta di case…”

Se vedi del panico nei suoi occhi, oppure il collega inizia ad arrampicarsi sugli specchi, torna al punto 1. Ti potranno dire che non ce ne bisogno, perché loro hanno dei clienti già interessati, oppure che ci vuole vedere il tuo immobile in qualche modo, presto o tardi lo individuerà su internet e passerà per la loro agenzia, senza bisogno di collaborare.

E’ falso. 1 perché non è detto che tutti abbiano il tempo di guardare ogni sera su internet le centinaia di offerte che vengono immesse nei portali giornalmente. Non sto scherzando, se provi a verificare, noterai che gli annunci messi la mattina, e che quindi trovi in prima pagina alle 08:00, alla sera sono stati superati da 3 4 pagine di altri annunci.

E’ falso 2 perché magari questa agenzia non considera che esistono persone che affidano a consulenti immobiliari (come il property finder) in esclusiva, la ricerca del loro immobile. Se il property finder si sente rispondere dal collega di turno che non ha intenzione di collaborare, questa persona realmente interessata (tanto da fare un contratto di ricerca che prevede penali in caso di disdetta) non potrà vedere il tuo immobile. Ti sembra giusto? Sei sicuro di voler rischiare?

E’ falso 3, perché chiunque abbia in qualche modo vissuto in prima persona il modus operandi delle agenzie, ti potrà confermare che i papabili clienti dell’agenzia, saranno sicuramente contattati dall’agenzia stessa, ancor prima che la tua casa venga messa in pubblicità. Quindi quel TOT di clienti, che per certo l’agenzia ti avrà fatto capire di avere e che nel tempo si sarà premurata di inserire all’interno del suo database (sempre che lo abbia fatto), saranno i primi a sapere della vendita di casa tua.

E’ falso 4 (e chiudo), perché il compito dell’agenzia è venderti casa, ergo trovare il cliente che paghi la cifra giusta, il prima possibile. Se il cliente lo porta qualcun altro e decide di condividerlo con l’agenzia, perché non concludere assieme l’affare? Sarebbero tutti contenti. Il venditore, perché l’agenzia ha fatto il suo lavoro (e ne parlerà bene e le porterà altre case o contatti utili), l’acquirente perché ha trovato casa, l’ha pagata il giusto e non ha dovuto girovagare nel labirinto delle offerte immobiliari che intasano il web.

Lo so che non ci hai mai pensato, e che probabilmente lo consideri impossibile, ma ancora oggi c’è chi preferisce tentare di concludere in solitaria la compravendita, negando ad altri colleghi la possibilità di proporre il tuo immobile a clienti intenzionati ad acquistarlo. La lungimiranza non è ancora appannaggio di tutti, c’è chi preferisce guardare il suo orticello, magari intestardendosi con un cliente che sta cercando di fare l’affare, portandoti quindi delle proposte d’acquisto al di sotto del prezzo pattuito, piuttosto che permettere la visita al cliente di un collega, che magari comprerebbe la tua casa a prezzo pieno.

Se non collabora, ringrazia e saluta.

Credo di averti dato diversi elementi su cui riflettere.

Sei curioso di sapere chi collabora e chi no?

Si dice il peccato, ma non il peccatore, chiediglielo apertamente alla tua agenzia: “Collaborate”? Vediamo cosa ti risponde, comunque io un trucchetto per scoprirlo ce l’ho….

Sei ancora convinto che le agenzie siano tutte uguali? Ora che sai come scegliere l’agenzia immobiliare, scegli bene!

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